Presentazione del libro “Roma Città Criminale” di Giovanni De Ficchy

16 Aprile 2026

Via Sallustiana 27/A ore 18,00

Di Raffaele Romano

Il 16 marzo 1978 rappresenta una data tra le più drammatiche e inquietanti della storia della Repubblica Italiana.

In una Roma attraversata da tensioni sociali e politiche, il sequestro di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, si consumava in un contesto di violenza estrema, culminando nella strage della sua scorta in via Fani.

Questo tragico evento non è solo un capitolo della storia dell’Italia degli anni ’70, ma un monito a non dimenticare le trame oscure che hanno segnato quel periodo: trame di terrorismo, politica e criminalità organizzata.

Giovanni De Ficchy, noto giornalista e scrittore di razza, affronta il tema con particolare sensibilità e rigore nel suo libro “Roma Città Criminale”.

Questa opera si propone di ripercorrere gli eventi di quel giorno fatale, ma lo fa con uno sguardo nuovo, arricchito da dettagli inediti e ricerche approfondite che offrono una dimensione più ampia alla comprensione di quanto accaduto.

Un’analisi profonda e contestualizzata

De Ficchy non si limita a raccontare i fatti, ma esplora le dinamiche che hanno portato al sequestro di Moro e alla morte dei suoi uomini.

Attraverso fonti storiche, testimonianze dirette e documenti inediti, l’autore ricostruisce il panorama politico del tempo, mettendo in luce come la mafia, spesso percepita come un’entità separata dal terrorismo politico, abbia avuto un ruolo cruciale in questi eventi.

Le sue indagini rivelano legami inquietanti tra le Brigate Rosse e i clan mafiosi, suggerendo che la sinergia tra criminalità organizzata e terrorismo fosse più vicina di quanto si credesse.

I dettagli inediti

Tra i particolari inediti presentati nel libro, emergono testimonianze di ex membri delle forze dell’ordine e di funzionari dello Stato, che riportano un clima di omertà e insabbiamento attorno a certi aspetti dell’indagine sul sequestro Moro. De Ficchy mette in evidenza l’assenza di un vero piano di sicurezza per il presidente e sottolinea come le informazioni vitali siano state spesso celate o ignorate da chi aveva il compito di proteggerlo.

L’eredità del 16 marzo

La strage di via Fani ha segnato non solo la vita di molti, ma ha avuto un impatto duraturo sulla società italiana e sulle istituzioni democratiche. De Ficchy ci invita a riflettere su come questo evento tragico abbia plasmato le nostre vite e la nostra percezione dello Stato, spingendoci a considerare le conseguenze di una società in cui le istituzioni sono state messe a dura prova dalla violenza e dalla corruzione.

“Roma Città Criminale” non è solo una cronaca del sequestro Moro, ma un’importante opera di ricerca storica che contribuisce all’inserimento di elementi chiave nella narrazione della nostra memoria collettiva.

Giovanni De Ficchy, con la sua penna incisiva e il suo approccio investigativo, sollecita il lettore a non dimenticare le lezioni della storia, affinché simili tragedie non possano più ripetersi. La sua opera è un invito a riflettere, a discutere e, soprattutto, a mantenere vivo il ricordo di un’epoca buia, per costruire un futuro migliore, fondato sulla verità e sulla giustizia.

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